TELEFILM FESTIVAL

10-11-12-13 Maggio 2007
Apollo spazioCinema in Galleria De Cristoforis 3, Milano

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Purtroppo quest'anno non siamo potute andare al Telefilm Festival, ma niente paura, la nostra inviata speciale Carmilla era li e ha fatto per noi ed "Evil Hand Issues" un'accuratissima recensione su tutte e 4 le giornate del Festival!!!! Grazie Carmi, sei sempre la migliore e noi ti stra-adoriamo!! : ) E voi cosa aspettate? Leggete qui di seguito questa bellissima recensione!! ; )

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V° Telefilm Festival: se non ci sei stato…ti sei perso ben poco.

Dalla Vostra Carmilla (pseudo inviata in incognito, che se mi beccavano i datori di lavoro mi linciavano, ma cazzo non mi pagano da tre mesi ergo potrebbero pure perdonarmi, ma in sintesi: chissenefrega e ritorniamo al resoconto, okay?!)

 

Giorno 1: Giovedì 10 maggio-mattina

Il Workshop

Pensavate che il Festival iniziasse venerdì? Ha!

La Vostra Carmilla-Agente segreto all’Avana era lì.

Al Workshop con il Top (of the Pops), la crème de la crème ( o crème brulèe non ricordo come si dice), il Gotha della Televisione, c’ero anche io!

La scheggia impazzita.

Colei che Sussurrava nel Buio (della Sala). 

Il Workshop inizia. Aldo Grasso, Nume Tutelare della televisione, siede al centro. Ai suoi lati, Modello Ultima Cena, i maggiori produttori italiani di RTI, Mediaset, Endemol, Taodue.

La Carmilla è trepidante. In attesa. Cosa uscirà dalla bocca di cotanto consesso di VIP?

Quale Perla di Saggezza?

Quale Verità Rivelata?

L’argomento è ostico: Fiction italiana Vs Fiction americana. Grasso si gira verso Valsecchi, anema & core della Taodue, produttore di Ris e Distretto di Polizia. Un fremito percorre la sala. Cosa risponderà alla domanda di Grasso su quale sia il maggior problema di fare fiction in Italia?

La risposta di Valsecchi è: “In Italia mancano scrittori e sceneggiatori”.

Un attimo.

Rewind.

Cosa?

COSA?

Cosa ha detto???!

“ Mancano scrittori?” Centinaia di dibattiti, articoli, interviste, studi sociologici e non e il tutto si riduce a questa frase da biscottino della fortuna cinese?

Ora, gente, capiamoci bene. Io non sono una cosiddetta esperta, non sono un’operatrice/tore del settore, non sono una che ci ha il libro da promuovere, non sono una critica televisiva e neppure una giornalista.

Solo una fan.

Mettetemi di fronte ad un dibattito (tecnicissimo) sull’Auditel (come quello del pomeriggio) e mi vengono le convulsioni ma almeno, vivaddio, avevano qualcosa da dire.

Ma, scusate il francesismo, l’odore di una stronzata, quello è inconfondibile.

Ed anche leggermente umiliante per i veri esperti che si sono dovuti sorbettare uno spot pubblicitario sulla Taodue, su quanto sia brava bella buona, originale e all’avanguardia (una sola parola: fiction sull’ambiente in prossima produzione. Ed un'altra ambientata in un ospedale. Originale, ha detto. All’avanguardia, ha detto. Oh Jesus.).

E poi….il fatto che tutti (ad eccezione di un tizio) abbiano iniziato a parlare dicendo: “ Non sono venuto preparato…”.

Cosa diavolo vuol dire?

Sei ad un Workshop.

Invitato.

Come relatore.

Non mi venire ad ammorbare con i tuoi ricordi infantili/adolescenziali sul fatto che tuo padre è stato l’autore di “Parlami d’amore Mariù” e che ogni volta che Vittorio de Sica ti incontrava, te lo rinfacciava (e no, non sto facendo ironia).

Vai da Paolo Limiti.

O da Marzullo.

Non qui.

A non dire assolutamente NULLA.

Il dibattito (mi vergogno a chiamarlo ancora così) continua su questo tono, con Valsecchi che insiste sulla dannata fiction sull’ambiente di prossima produzione. (Caro Pietro, ti lancio qualche titolo: Distretto di Polizia fra i monti (ma senza Annette), La Gang del Bosco del Circeo, Ris Delitti Imperfetti compiuti in collina (e con il pesticida.)

La Carmilla accoglie la fine del dibattito con il sollievo solitamente riservato al suono della campanella dell’ultima ora dell’ultimo giorno di scuola.

Ma la giornata è ancora lunga.

Purtroppo.

 

Giorno 1: Giovedì 10 maggio-pomeriggio

La rivincita dell’Auditel

La tavola oblunga/trapezoidale (non rotonda comunque) dell’Auditel è molto tecnica ed interessante ma improntata ad un unico, ricorrente leit-motiv:

Lunga vita all’Auditel e quanto sono brutti e cattivi i giornalisti che ne parlano male.

E giù la Santificazione.

Da un momento all’altro mi aspettavo di veder Walter Pancini (Direttore Generale Auditel) venire incorniciato da un alone rossastro e Roma Downey del “Tocco di un Angelo” sussurrargli dolcemente: “Ho un messaggio per te. Dio ti ama.”

Insieme a quelli che fino a ieri ti crocifiggevano pubblicamente  e non, Walter.

E’ in quel momento che Carmilla, modello Eta-Beta, ha acceso la lampadina nel cervello ed ha capito cosa esattamente NON andava in questo workshop.

E’ che non era un workshop.

Era una parata di persone che, nella maggior parte dei casi, non faceva altro che complimentarsi a vicenda.

Non parlavano di televisione.

Parlavano come se fossero in televisione.

Lanciandosi battutine e mezze stilettate ma gente, se non in rari casi, quello che è uscito dalle loro bocche era una manica di banalità.

Ripeto, sarebbero stati perfetti a Buona Domenica o a Porta a Porta.

Alcuni erano più simpatici ed accattivanti.

Altri meno.

Alcuni preparati.

Altri…no.

Ma, come anche nel dibattito successivo con i Direttori di Rete, moderato da Di Pollina il critico di Repubblica, non c’è stato nessun fremito.

Ad eccezione di quando Scheri di Rete4 ha annunciato che Walker Texas Ranger passava su Italia1.

Momento di grande commozione in sala.

In conclusione se volete sapere cosa ho imparato dalla giornata è questo: Volete sapere qual è il vero  problema della Televisione Italiana?

Sono loro, gente. Sono loro.

 

Giorno 2:Venerdì 11 maggio

Quando il gioco si fa duro…

Finalmente si comincia. La Carmilla, Rise e Saki sono felici.

Nessuna fila.

Nessuno spintone.

Se la possono prendere comoda dal momento che sono già a Milano.

Ci hanno detto di presentarci verso le 13.00 per ritirare i biglietti

Arriviamo con largo anticipo.

Un simpatico volontario (e Ragazzi, la cosa migliore di questo Festival? Loro ^_^) ci dice che l’addetta alle casse non è ancora arrivata.

Niente biglietti.

Poi, in un ripensamento aggiunge: “Al limite potete andare a fare una foto/autografo alla Cameron di House”.

Strabuzziamo gli occhi: “Dove?”

“Lì sul palchetto esterno.”

Ci precipitiamo e Annunciazione, Annunciazione è davvero LEI.

Bionda.

In nero.

Senza camice.

Quasi non la riconoscevo.

La vediamo entrare nel cinema per la conferenza stampa con i giornalisti.

Noi siamo anime del Purgatorio (traduci: non abbiamo il pass).

Il Ragazzo alla porta fa il classico gesto: ecchecevoifà.

Nulla gli rispondiamo allargando le braccia, sconsolate.

Non siamo fra gli Eletti.

Mentre siamo in fila irrompe il mio ciclone preferito: EMILIO!!!! (N.d.A. Per chi non lo conoscesse  (e sono davvero in pochi) andatevi a rileggere il mio resoconto del TF del 2004. E ridete.) In 20 secondi annuncia che:
 

1)Si è licenziato per venire al Festival (Mio eroe!)
2)Non vede l’ora di vedere Peyton di One Three Hill “zoccoleggiare”.
3)Si andrà a vedere Settimo Cielo per sapere se Ruthie finalmente farà sesso.

Una luce malsana si accende negli occhi delle persone in fila: Non sarà mica che la 10° stagione di Settimo Cielo si è trasformata in Melrose Place?

A me scappa da ridere.

Quanto a controinformazione Emilio non è secondo a nessuno.

Entriamo e andiamo a vedere Studio60 .

Il pilot è bellissimo e strappa applausi.

Il dibattito che segue… no.

Noia, noia, noia.

Mi estranio sulla voce di Giorgio Gori.

Entro in una sorta di stato di trance.

Peccato per il rumore dei registratori di sottofondo.

Ad un certo punto sento Francesca accanto a me che fa: “Non ci credo”.

“E’ vero”, risponde Saki sorridendo.

“Cosa non è vero?” domando intontita e mi accordo che il rumore non si sente più.

Mi guardano con atteggiamento pietoso.

Non era un registratore.

Ero io che mi ero addormentata e stavo russicchiando. 

La giornata prosegue per flash.

Inizia la caccia al gadget.

E le mele della Warner sono buonissime.

Non si amalgamano bene con i 12 bicchieroni di popcorn ma… perché lamentarsi?

La Carmilla si sistema nella sala Fedra perchè c’è CSI.

Un consiglio dato dal cuore: Leaving Las Vegas è GENIALE e vale da solo tutta la 7° stagione.

Extras mi fa ridere.

House è… House

Ma Gente, Heroes sul grande schermo vale da solo il viaggio.

E gli incidenti di percorso.

E la fila al bar.

Alla fine chiudiamo con le sigle dei telefilm.

Ce ne sono molte di epoche pleistoceniche.

Emilio si lamenta (giustamente): “Ma chi diavolo le conosce queste? Ce ne sono pochissime recenti.”

La Carmilla si fa piccola piccola.

Lei le conosce.

TUTTE.

 

3° Giorno: Sabato 12 maggio

Dove la Carmilla (come Celestino V) compie il Gran Rifiuto.

Ora, non so dove, ho letto che quest’anno eravamo 17.000.

Diciassettemila.

Persone.

Ma per favore.

Tanti?

Sì.

Tantissimi?

Pure.

Ma 17.000? Da dove diavolo è uscito fuori questo numero? (n.d.A: certo, se calcoli i 4 giorni, gli addetti alle pulizie, i cartoni di popcorn, le commesse dei negozi vicini e i clienti delle Messaggerie Musicali…..no neanche adesso si raggiunge la cifra suddetta.)

Comunque la folla c’è.

E la fila, ingiusta, pure.

Ingiusta perché gli abbonati non hanno precedenza.

E per vedere uno spettacolo sei costretto a piazzarti in quella sala 2 ore prima.

La Carmilla ha le idee chiare.

Close to home con Christian Kane il fantastico Lindsey Mcdonald di Angel (Angel, oh Angel) è irrinunciabile.

La proiezione suscita anche curiosità dal momento che interprete principale è la ex-Bridget di Beautiful.

E purtroppo anche la recitazione della Girl in question è tutta soap.

L’idea non era male ma…..per tutti e due episodi la tizia (avvocato in carriera divisa fra il ruolo di madre e moglie e quello di procuratore legale) non fa che piangere.

Giuro.

Piangere.

E Christian Kane, bello bello bello che le fa… da mammo/controspalla

Da un momento all’altro mi aspettavo di veder comparire Brooke, Ridge e Stephanie con la sigla classica tarattarara di Beautiful.

Buona l’idea di base.

Ma la realizzazione…. lascia delusi.

Che spreco, gente.

Lascio al sala alla volta della mia prossima Missione Impossibile.

Per vedere Dirt la Carmilla modello bulldog si piazza davanti alla porta 40 minuti prima dell’inizio della proiezione. Esce Fabrizio Margaria (organizzatore del Telefilm Festival), con espressione incazzata/costipata (che manterrà per tutto il periodo della manifestazione ad esclusione dei momenti davanti a telecamere o flash) che a muso duro fa: “Fate entrare solo un tot numero di persone uguale a quello che esce, ci siamo capiti??!”

Il problema, man, è che non esce NESSUNO. Perché gli addetti stampa ( o quantomeno quelli che hanno questo cartellino) non schiodano il loro deretano lasciando il posto a noi comuni mortali che abbiamo, lo ripeto, PAGATO.

Entriamo solo in 8.

Margaria ci abbaia di sederci: “qui, lì, no LI’!!”

Arriva Buscaglia (responsabile fiction Rai Due) con Corte dei Miracoli appresso (tutti entrati gratis). Margaria fa semi-scherzosamente: “Ti toccherà vederlo in piedi a meno che qualcuno (e guarda la Vostra Affezionata) non voglia cederti il posto”.

Fulmino entrambi con sguardo di ghiaccio e bofonchio: “Ma anche NO”. Le spalle della signora davanti a me sussultano.

Dirt è…sconvolgente. Un giornalista (?) affianco commenta ad alta voce (forse nella speranza di farsi sentire da Buscaglia posizionato qualche sedile più in là): “Che genio, che grande prodotto, che lungimiranza nell’averlo acquistato da parte di Raidue. Chissà quando lo trasmetteranno?”

“Insieme ad una fiction su Padre Pio ed in prima serata. Possiamo seguire il telefilm, ora?!”grugnisco io.

Le spalle della signora davanti continuano a sussultare vistosamente.

La Carmilla, zittito finalmente il Lisciatore, si gode la fine di questo serial GENIALE.

Faccio amicizia con il vicino di posto e commentiamo ferocemente il tutto.

Mentre usciamo la signora  si gira sorridendo e mi fa: “Stampa?”

“No, grazie a Dio”.

“Troppo bello per essere vero”.

Sugli altri telefilm cosa dire?

Wildfire si candida a peggiore telefilm dell’anno.

Garo è talmente trash che diventerà un cult.

Ugly Betty è furbo ma vuoi mettere l’originale colombiano Betty la Fea?

E.R .una garanzia.

Nel complesso una buona giornata.

La Carmilla va a nanna con un unico pensiero in testa: dove diavolo erano le 17.000 persone?

 

4° giorno-Domenica 13 maggio

Le cose migliori…

Finiscono presto.

E’ arrivato il momento di  ripartire.

Ho tempo solo di vedere due episodi della 7 ed ultima stagione di Una Mamma per Amica.

E mi fa rabbia vedere episodi scoppiettanti che strappano risate ed applausi in sala e pensare che non vi sarà un’ottava stagione.

Ma si sa…la dura lex della Showbiz non perdona.

La Carmilla è costretta a fuggire per prendere il treno ma ha un pensiero che la consola.

Perché oramai siamo in tanti.

E li amiamo tutti belli o brutti che siano.

Perché ne parliamo, ne spettegoliamo, ci infuriamo, ci piangiamo e ci ridiamo sopra.

Perché anche se scoprissi che il Tenente Colombo ha una moglie fotomodella, che Brenda non ama Dylan, che Lassie aveva una storia con Rin Tin-Tin, che Arnold ora gioca per l’NBA, che Ralph ha ritrovato il manuale, che Diana e gli altri Visitors sono diventati vegetariani, che la Kriptonite rossa cura l’acne, che Spike ha perso il suo spolverino, che Pacey ha invertito rotta, che Grace si chiamava  Miguel, che le casalinghe di Wisteria Lane non fanno parte della Fidapa, che Lois ha fatto licenziare Clark, che Grissom si esibisce come comico, che Sidney è in realtà una sciampista disillusa, che la famiglia Bradford era per il controllo delle nascite, che George ha tradito la moglie con Izzie, che Laura Palmer è viva e sta con Elvis a Reno, che Mulder non ci ha mai VERAMENTE creduto, che il Dott. Ross aveva una cotta per Ciccio, che quelli del volo di Lost non sono naufraghi ma semplicemente evasori delle tasse, che Ally ha finito con il mettersi con il bambino immaginario, che O.C. significa Oh, Cavoli!, che Robin stava con Batman solo per i gadgets, che Flash era sempre in ritardo dal dentista, che la Signora Flechter ha un passato da entraineuse, che Jack è in realtà etero, che Rory è la madre e Lorelai la figlia, che nella Casa della Prateria si bestemmiava, che Automan andava a batterie, che Lex guida una Fiat 500’, che Angel ha inciso un disco, che il Colonnello Austin era daltonico, che Kitt era la mente e Michael il fantoccio-meccanico, che il Capitano Kirk e Spock stavano insieme, che Marion tradiva Howard con Fonzie bè……

Sarei felice lo stesso.

Perché i telefilm spesso crescono con te.

E rendono la tua vita…speciale.

Mozzichi speranzosi 

La Vostra telefilm-maniaca Carmilla